Un evento tra ricordo, dolore e condivisione: omaggio a Elena Ferrini e ai valori di QuaViO ospiti della Nobile Contrada dell’Aquila
La serata appena trascorsa è stata un incontro intenso e toccante, un’occasione per riflettere sul valore della memoria, del dolore e della condivisione.
Un evento definito dal Priore della Contrada, Gabriele Fattorini “momento importante per tutti nel quale esserci e’ piacere ma anche un dovere perché la protagonista della serata, Elena, è una Contradaiola, e la sua storia ha saputo unire il sociale, la solidarietà e l’amore per la vita”.
Giuseppe Saponaro, direttore di Sienasociale.it, ha evidenziato: “ringrazio il Priore per averci ospitato. Permettermi di sottolineare lo spirito collaborativo di Francesco Aldo Tucci, presidente di società, senza il suo sostegno non sarebbe stato possibile essere qui a celebrare una donna e il suo spirito da reale combattente della vita”
L’evento, ospitato all’interno della cornice del Museo della Nobile Contrada del’Aquila, ha preso il via con le parole di Andrea Friscelli, autore di “Il mio cantiere”, un libro nato dal dolore della perdita della moglie, scomparsa il 1° maggio 2022.
“Ho iniziato a scrivere come una sorta di diario, parlando con lei. Non so se sono riuscito a dare parole al mio dolore, ma mi ha aiutato molto”, ha raccontato. Il suo libro è un viaggio intimo e coraggioso nell’elaborazione del lutto, un tema difficile da affrontare ma essenziale per chi vive una perdita. “Il lutto non è una malattia, ma una condizione umana che tutti, prima o poi, si trovano ad affrontare. Se non viene gestito, però, può diventarlo.”
“Condividere aiuta molto chi vive certe esperienze, ed è anche un modo per rendere omaggio a mia moglie, una persona apprezzata e stimata da molti, ha concluso lo scrittore.
Rosangela Palmas, volontaria di QuaViO e membro del gruppo di auto mutuo aiuto, ha raccontato la propria esperienza di dolore: “Dopo la perdita di mio marito, ho vissuto un anno difficilissimo. Poi ho trovato un gruppo di auto mutuo aiuto a Milano che mi ha permesso di parlare liberamente, ed è stato fondamentale.”
“Oggi, a Siena, insieme a QuaViO abbiamo aperto un gruppo simile, che accoglie persone che hanno perso genitori, figli o compagni di vita” spiega Rosangela, “In questo gruppo si piange, si ride, si urla, ma soprattutto ci si aiuta. Il linguaggio è comune e si creano legami profondi che accompagnano nell’elaborazione del lutto.”
Cristina Rigacci, psicologa e psicoterapeuta, ha sottolineato come la celebrazione della memoria sia un atto d’amore. “Il ricordo può essere dolore, ma anche conforto. La condivisione di un’esperienza così intima e difficile ci porta inevitabilmente a entrare in rapporto con l’altro, e in questo incontro di emozioni riscopriamo la bellezza delle relazioni umane.”
Significativo anche l’intervento del presidente della Consulta del Volontariato Mattia Bongini, che ha evidenziato come il volontariato sia il frutto di percorsi diversi: “C’è chi si avvicina spinto da esperienze personali dolorose e chi lo fa perché abituato fin da piccolo. Non esiste un solo modo per arrivarci, ma ciò che conta è che il volontariato, quando è organizzato e strutturato, riesce davvero a portare l’aiuto necessario.”
La serata ha visto anche la partecipazione di rappresentanti di ANIOC e ANPAS, testimoni di come il volontariato, in ogni sua forma, sia uno strumento essenziale per costruire una società più solidale.
Marco Carlini di Anioc ha spiegato: “Siamo onorati di essere qui perché ci interessa e ci piace condividere la nostra vicinanza sui temi che qui sono presentati. Anioc è una grande famiglia, ambasciatori di solidarietà e la cavalleria e simbolo di amizia universale.
Siamo convinti che un piccolo gesto possa essere per qualcuno una luce. Senza la relazione con gli altri non si dà un senso alla nostra esistenza”.
Virginia Gualtieri, 18 anni, ha raccontato la sua esperienza come volontaria presso la pubblica assistenza di Siena: “Mi ha introdotto il mio ragazzo a questa realtà. L’ho iniziato per aiutare gli altri, ma ho scoperto che ogni giorno imparo qualcosa di nuovo, e questo mi arricchisce enormemente.”
Sara Giannini, presidente della Pubblica assistenza di Siena ha spiegato che: “Questa sera Virginia è venuta vestita con la nostra divisa io in abiti borghesi. Questo per spiegare che non c’è solo l’emergenza. Il volontariato esiste sotto qualsiasi forma. Dal cucito al chiamare le persone anziane che sono sole. Bisogna trovare il tempo da liberare per dedicarsi agli altri”.
Alla domanda come vive il suo percorso da modella, Elena sorridendo ha spiegato che: “Modella é un parolone. Lo faccio per la lilt. É un emozione unica perchè sono la più piccola. Mi fanno sentire bella. Siamo donne segnate.
E ora che sono qui vorrei ringraziare tutte le donne di contrada che mi hanno organizzato il mio diciottesimo bellissimo. Non é emersa da nessuna parte questa notizia ma qui voglio dirla. Sono speciali.”
In chiusura, è emerso un messaggio potente: la forza della condivisione, la capacità di rendere il dolore uno strumento di crescita e l’importanza di mantenere vivi i ricordi di chi non c’è più. Come ha sottolineato l’onorando Priore della Nobile Contrada dell’Aquila Gabriele Fattorini: “La forza e il coraggio di Elena devono essere un esempio per tutti noi. Anche noi come contrada siamo un’associazione di volontariato, con qualche secolo” ha spiegato sorridendo il Priore “Questa serata é una serata che ci resterà nel cuore”.
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